Da questo autunno sarà possibile incontrare Laura presso quieta.mente per consulenze naturopatiche: Laura è consulente in Naturopatia e Discipline bionaturali, formatasi presso l’Università Popolare di Lucca.

Ci facciamo dunque raccontare da lei qualcosa in più su questa disciplina.

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Che cos’è la Naturopatia?

La Naturopatia è una disciplina che utilizza un insieme di pratiche che, attraverso rimedi naturali, favoriscono il mantenimento o il ripristino dello stato di equilibrio della persona, considerando l’individuo nella sua totalità, nel suo aspetto olistico (di seguito approfondirò meglio il concetto).

Il termine naturopatia è relativamente recente: fu coniato nel 1892 da John Shell di New York, ma è solo nel 1902 che Benedict Lust attribuì l’etimologia ancora oggi condivisa che indica il termine derivante da nature’s path, il sentiero della natura, ovvero la via terapeutica indicata dalla natura. Lust riteneva che il cammino verso la salute consistesse unicamente nel far ricorso a tutto ciò che la natura stessa mette a disposizione.

Se il termine è piuttosto nuovo, l’utilizzo della natura a fini terapeutici risale alla notte dei tempi. Già Ippocrate, colui che viene considerato il padre dell’arte medica nella Grecia del IV secolo prima di Cristo, Paracelso nel Rinascimento, le antiche popolazioni maya, cinesi, pellirossa, indiane, conoscevano bene la potenza curativa della natura.

Sono molte le pratiche che afferiscono al campo della Naturopatia e più in generale delle Discipline Bio-Naturali, tra le quali la fitoterapia, la floriterapia, la riflessologia plantare, la micoterapia, l’oligoterapia, la mindfulness e altre discipline che hanno come intento comune il benessere di ogni aspetto della persona, considerata nella sua inscindibile unità, agendo sia a livello organico che sul corpo energetico ed emozionale.

Chi è il naturopata?

Il naturopata è l’operatore che utilizza diverse pratiche naturali per aiutare il ripristino o il mantenimento dell’equilibrio globale della persona, in un’ottica prevalentemente preventiva, ma anche “curativa”, nel suo significato più ampio di “prendersi cura”.

Il naturopata deve saper cogliere il nesso causale tra sintomo e disturbo, agendo non solo sulla manifestazione del disagio ma sulle cause che lo generano; contribuisce inoltre all’attivazione del processo di riequilibrio globale della persona, del principio vitale intrinseco in ogni organismo, quello che i latini chiamavano la vix medicatrix naturae, la forza curatrice della natura, favorendo la mobilitazione delle risorse interne e della spinta alla vita che ognuno di noi ha dentro.

E’ di fondamentale importanza che il naturopata eserciti una visione globale del sistema che la persona porta con sé, volta alla comprensione dell’Unità dei fenomeni, in una concezione olistica dell’individuo.

Che cosa si intende per olismo?

Oggi si fa largo uso del termine olismo, spesso anche con accezioni improprie.

L’olismo è la filosofia che considera l’intero cosmo un’unità, un tutto. Il termine holos deriva del greco e significa tutto come intero, come unità, diversamente da pan che significa tutto inteso come molteplicità ed insieme di parti. E’ un principio secondo il quale la natura tende a produrre degli interi, che manifestano delle qualità non prevedibili dalle caratteristiche delle singole parti.

Per comprendere meglio il concetto riporto qui un aneddoto di Tiziano Terzani che, a mio avviso, racchiude in modo semplice ed efficace il concetto di olismo.

Egli racconta che un vecchio lama tibetano, durante una lezione, mostrò ai propri allievi che aspiravano a diventare monaci una rosa: tutti furono d’accordo nell’asserire che quello fosse un fiore. Poi staccò un petalo e quel pezzo non poteva essere il fiore, ma solo una parte, un petalo appunto. Poi staccò nuovamente un petalo, poi ancora un altro ed una altro ancora, fino ad avere un mucchietto di petali sul tavolo davanti a sé e nella mano il gambo della rosa. Poteva definirsi quello ancora un fiore? O piuttosto erano diventate solamente parti di un fiore che però non rappresentavano il fiore in sé? Il concetto appare dunque molto chiaro: non è il singolo organo ad ammalarsi, ma la persona, che va considerata nel suo insieme di caratteristiche fisiche, emotive e socio culturali, che va vista nella sua unicità e che necessita di interventi mirati, assecondando le sue specifiche esigenze personali. Per le stesse motivazioni dunque, non possiamo scindere l’uomo da ciò che lo circonda.

Ogni persona, nella propria unicità, potrà manifestare un sintomo la cui causa differisce da quella di altri e che, se semplicemente repressa, non indagata e tenuta nell’ombra, si sfogherà in un altro sintomo; in parole semplici, come Terzani ha scritto in quel meraviglioso viaggio dentro la malattia e dentro di sé che racconta nel romanzo Un altro giro di giostra:

” Tanti possono avere il mal di testa, ma ognuno ha le proprie ragioni per averlo. L’aspirina può togliere quel sintomo a tutti, ma ognuno resterà con la propria ragione del suo mal di testa. E quella ragione, prima o poi, troverà altri modi per esprimersi”.

Naturopatia e medicina allopatica

Riprendendo la citazione sopra riportata, il fatto di avere a disposizione un medicinale che può aiutarci a non sentire il dolore del mal di testa è una conquista importante e poco importa se l’aiuto arriva da una molecola chimica. Se però non si indagano le ragioni profonde di quel malessere, se, soppresso il dolore, continuiamo a vivere la nostra vita come sempre, non prestando attenzione a ciò che ci ha portato ad avere quello specifico mal di testa ed ai segnali d’allarme che ci vengono inviati per farci comprendere la necessità di un cambiamento, al nostro corpo non resterà che gridare più forte o spostare l’attenzione su di un altro malessere.

L’uomo, nel suo aspetto duale, ha spesso la tendenza a contrapporre tra di loro le cose, bianco o nero, Guelfi o Ghibellini, scienza o natura.

In realtà ciò che sarebbe auspicabile e che fortunatamente sta avvenendo, è un approccio di cura integrata, partendo da un reale concetto di prevenzione per arrivare alla presa in carico del paziente/cliente secondo molteplici punti di vista, che non si escludono a vicenda ma, interagendo e dialogando fra loro, si compensano giungendo finanche a potenziarsi.

La naturopatia, com’è ovvio, non può e non vuole sostituirsi alla medicina allopatica ma, nei propri ambiti di pertinenza, cerca di essere di aiuto e sostegno alla persona nel suo essere Uno in continua e costante relazione con il Tutto.

D’altronde, definendo il concetto di salute, l’OMS stesso non pone l’attenzione unicamente sulla semplice “assenza di malattia”, ma torna a considerare la persona in salute al raggiungimento di uno ” stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”.

E’ oggi evidente la necessità di un approccio alla salute globale, che interessi tutti i livelli della persona, dal corpo, alla mente, sino alle interazioni sociali ed in rapporto con l’ambiente, non focalizzandosi unicamente sulle patologie ma alla realtà che è loro sottesa.

Laura Nani

 

 

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